Dove possiamo andare noi figli di una generazione svalutata, morta in partenza? Cosa possiamo fare noi, a cui hanno tolto persino il diritto di avere speranza e che fingiamo di stare bene e vivere con tranquillità, nonostante tutto?
Noi non siamo dipendenti dalla tecnologia; noi siamo dipendenti da ciò che ci viene imposto dalla società e la società ci impone il pensiero, gli ideali, le azioni da fare e ciò in cui credere, senza che noi ce ne accorgiamo. Quando finalmente lo facciamo ci sentiamo presi dallo sconforto perché ci sentiamo troppo piccoli in confronto al mondo che ci sovrasta, e non sappiamo più cosa fare, né chi seguire. Ci guardiamo intorno, giriamo su noi stessi, osserviamo i volti della gente che passa, che parla troppo e non dice mai niente; non vediamo nessuno in grado di aiutarci, di indirizzarci verso la salvezza da questa prigione psicologica in cui ci hanno incastrato.
Corriamo contro corrente, sbattiamo addosso agli altri che ci spingono dove vogliono loro, che ci impongono di seguirli, ma noi ci liberiamo e corriamo ancora, alla ricerca delle sbarre.
Dove finisce questa prigione? ----by Noemi---
"sPaesMento aDoleScenziAle"
un estratto dal Laboratorio Creativo Giovani

